yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Oriano Mattei : LA PROTESTA DEI CAMIONISTI METTE LA FRANCIA IN GINOCCHIO - AL SESTO GIORNO DI SCIOPERO IL PAESE È PARALIZZATO.

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martedì 19 ottobre 2010

Oriano Mattei : LA PROTESTA DEI CAMIONISTI METTE LA FRANCIA IN GINOCCHIO - AL SESTO GIORNO DI SCIOPERO IL PAESE È PARALIZZATO.




19 Ottobre 2010

LA RIFORMA DELLE PENSIONI MANDA SARKOZY IN PENSIONE? - LA PROTESTA DEI CAMIONISTI METTE LA FRANCIA IN GINOCCHIO - AL SESTO GIORNO DI SCIOPERO IL PAESE È PARALIZZATO: FILA PER LA BENZINA, AEREI E TRENI CHE NON PARTONO, CODE IN AUTOSTRADA - E PER IL NANO DELL’ELISEO È SOLO “UN PROBLEMA LOGISTICO” - UN BRACCIO DI FERRO GOVERNO-SINDACATI CHE PUÒ CONCLUDERSI SOLO CON LA SCONFITTA DEFINITIVA DI UNO DEI DUE…

Domenico Quirico per "La Stampa"

Per il partito di Sarkozy è appena appena un «problema logistico». Minimizzazione metafisica. Chissà se ne saranno consolati i francesi che da tre giorni si mettono in fila davanti ai distributori ancora aperti per riempire il serbatoio prima che espongano la scritta «carburante esaurito».

Che oggi, sesta giornata di sciopero contro la legge che cambia il regime delle pensioni, dovranno attendere treni e aerei che non partono, autobus cancellati e metropolitane a singhiozzo. Che sono in coda sulle autostrade dietro file di camion che procedono a passo di lumaca provocando lunghi ingorghi, per solidarietà con i lavoratori in lotta per difendere la pensione a 60 anni.

La dichiarazione di guerra degli autotrasportatori, detentori delle chiavi strategiche della distribuzione, e il blocco delle raffinerie e dei depositi di carburante, ha modificato gli equilibri dello scontro tra il presidente e i sindacati. Adesso la protesta si fa sentire, irrompe nel quotidiano, inceppa la nazione, costa. Sono le ali più dure del sindacato, a cui il negazionismo presidenziale ha regalato la direzione della lotta. La difesa delle pensioni sono diventate solo una scenografica bandiera dietro cui si stanno allineando tutte le fanterie del mugugno, delle rabbie, delle angosce di un Paese largamente insoddisfatto di come è governato (oltre il 70 per cento dei francesi dice di condividere la protesta).

Nessuno può tirarsi più indietro, ecco il guaio: se Sarkozy accetta di trattare sulla pensione a 62 anni è politicamente distrutto. Se i sindacati si rassegnano saranno annientati. Non è la necessità economica della riforma che costringe Sarkozy al trincerismo assoluto: per il suo futuro politico è indispensabile riuscire nell'unica riforma che in Francia nessuno è stato mai in grado di fare. Spingere all'estremismo i sindacati è la sua migliore carta : spera di trovarsi a fianco presto maggioranze silenziose disturbate nelle loro certezze e spaventate.
Scontri polizia manifestanti a Lione

Il problema carburante ha costretto ieri il presidente e il governo a una riunione di emergenza e alla creazione di una cellula di crisi per assicurare «il rifornimento in tutto il paese». I dati erano già pesanti. Il sessanta per cento dei 12500 distributori in Francia sono gestiti dalla grande distribuzione e il 40 per cento dalle società petrolifere. Ieri Casino Carrefour Auchan Leclerc che dispone di 4800 stazioni di servizio ha annunciato che aveva già 1500 punti di vendita a secco e che a questo ritmo di rifornimenti saranno tutti chiusi entro la fine della settimana.Scenario che si sta già concretizzando in alcune regioni come la Bretagna dove tutti i depositi sono bloccati dai manifestanti.
Polizia presidia depositi di carburante

È emergenza rifiuti a Marsiglia, dove lo sciopero dei netturbini sta bloccando la raccolta della spazzatura da sei giorni: dodici arrondissement su sedici sono invasi dalla spazzatura, i negozianti hanno cominciato a sbarazzarsi da soli dei rifiuti in eccesso e alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme da cittadini esasperati. L'altro cruccio di Sarkozy sono gli studenti. Anche ieri blocchi e scontri si sono moltiplicati in molte città della Francia, soprattutto davanti agli istituti delle banlieues parigine e a Lione.

Gli studenti, alcune centinaia, hanno fatto capolino anche nel centro della capitale, bloccando rue de Rivoli e tentando di creare il parapiglia sugli Champs Elysées. Il bilancio a Evry, Lagny sur Marne, Rouen, Lille, Roubaix, Nantes, Lione è di auto incendiate, sassaiole, bombe molotov sulla polizia e i vigili del fuoco. Due i poliziotti feriti e duecento i «teppisti» arrestati.


ORIANO MATTEI

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